La mia “storia informatica”

La mia storia informatica

Come mi sono avvicinato al mondo dei computer; dalle origini puramente ludiche sino a diventare non solo uno strumnto indispensabile di lavoro, ma un valore aggiunto per la mia professionalità. Quindi non un semplice e utente finale, (anzi … magari qualcosa da perfezionare c’è) ma un ottimo installatore, progttista di impianti ed amministratore di sistema. Ovviamente non avendo competenze accademiche a sostegno, il mio target è limitato a realtà di piccole/medie dimensioni.

Le origini Ludiche

Il primo approccio al mondo dei PC avvenne verso la fine degli anni 80 quando ebbi l’opportunità, col fine puramente ludico, di passare interi pomeriggi a copiare listati in “basic” dalle riviste di gamig di allora alla memoria e quindi ai nastri dell’allora PC domestico per eccellenza: il Commodore VIC 20.
Successivamente il divertimento passò sul Commodore 64 senza nulla cambiare di fatto.
Solo verso la fine degli anni 80, grazie alla passione di due insegnati venne introdotto nella mia scuola un corso facoltativo per imparare i fondamenti della programmazione in Basic sugli allora antagonosti della Commodore; i Sinclair ZX81 e Spectrum.Questo semplice corso, durato meno di un’anno scolastico, segnò l’inizio della fine dell’impiego esclusivamente ludico del PC a fronte di un impiego più serio: la soluzione delle equazioni di primo e secondo grado e successivamente l’elaborazione delle formule proposte nei successivi anni durante i corsi di Meccanica e Macchine, Idraulica e Studi di Progettazione.

Solo alla fine degli anni 80 ebbi la possibilità di acquistare inizialmente un Commodore 128 che scoprì avere una particolarità: era possibile avviarlo in modalità CP/M dove veniva impiegato un secondo processore (lo Zilog Z80) che poteva essere programmato in linguaggio macchina (Assembler) e da qui il nuovo interesse: imparare un nuovo linguaggio che permettesse di ottenere maggiori performance. (NOTA: Lo Zilog Z80 e successori è ancora impiegato in varie piattaforme tra le quali più importanti i PLC)

Agli inizi degli anni 90, si compì il poimo grande passo verso il mondo dell’informatica vera e proprio: il mio primo Commodore Amiga 500.A quei tempi fu la macchina che divenne il confine tre il “PC videogioco” ed l’allora inaccessibile mondo dei PC per come li intendiamo ora.

Sempre in quel periodo ero agli inizi della mia carriera professionale e proprio per il notevole interesse nei confronti del mondo degli elaboratori approfittai, nel breve periodo durante il quale facevo il supprente come insegnate tecnico pratico presso l’ITIS Torricelli, di un breve corso tenuto dalla scuola stessa dove appresi l’uso del CAD (Computer Aided Design). Ricordo a quell’epoca il programma piuttosto machinoso (CadKey) che prevedeva un massiccio uso della tastiera ma tanto coinvolgente da definire quella che di li a qualche mese sarebbe diventata la mia professione: disegnatore (e successivamente progettista) CAD.

La necessità ed il bisogno di indipendenza

Il mio primo posto di lavoro lo scelsi ! Difficile credere che a quel tempo ebbi la possibilità con un semplice annuncio sul corriere di ricevere 21 telefonate, presenziare ad 8 colloqui ed alla fine sciegliere il posto con lo stipendio più alto (1.270.000 lire), l’ufficio più bello (50mq con moquette) nel posto più prestigioso (Centro direzionale Colleoni) con i “tecnigrafi” più avanzati: n°2 Digital VAX Station con SO VMS e programma GBG Draft Maker 2 (CadLab Bologna). Non mi dilungo con tutta la storia, mi limito solo a dire che per me era inconcepibile dover dipendere da un’altra persona per svolgere i compiti più comuni di un disegnatore, di dover passare ore al telefono con l’assistenza ogni volta che le macchine si inchiodavano e di dover chiamare un tecnico ogni volta che dovevo spostare un pc da una stanza all’altra. Era altresì impensabile che imparassi ad utilizzare un CAD da una persona con 20 anni in più di  me e che per 20 anni ha disegnato sul tecnigrafo e che non sapeva spiegarmi la funzione di almeno il 50% delle icone che c’erano sulla tavoletta grafica e che ogni volta che doveva stampare un file sul plotter (TASSATIVAMENTE da riga di comando) dovesse tirare fuori il blocco degli appunti e non ultimo che amava sottolineare la mia “incompetenza scolastica” di fronte ai suoi 20 anni di esperienza. Quindi era il momento di tirare fuori i denti ed iniziare a prendere le distanza.

La mia grossa fortuna è stata la passione incontenibile per le cose complicate. Il piacere di una qualsiasi cosa era direttamente proporzionale alla dimensione del suo manuale d’uso e quindi, seppur limitato e frustrato dalla tecnologia di quel tempo, ero il riferimento di amici e parenti ogni qual volta acqustavano qualcosa di nuovo e faticavano ad usarlo.
Quindi non hanno rappresentato un limite i 2 grossi manuali in formato A4 che contenevano l’elenco dei comandi e funzioni disponibili in Gbg Draft Maker e così di seguito i manuali delle Vax Station e quello del plotter (poi c’erano tutti i manuali relativi alla componentistica a quel tempo utilizzata per il mio lavoro quindi dalla scelta del cuscinetto fino al plc della siemens … ma questa è altra storia)

Un paio di anni dopo, la passione per il mio lavoro (il disegno tecnici) e la passione per il mio hobby (i computer) hanno trovato uno sbocco anche per uscire dalle mura dell’ufficio.

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